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Tutti contro Pokémon Go, dal Vescovo di Noto a un sindaco francese

Monsignor Antonio Staglianò, il Vescovo di Noto, lancia nuovamente il suo anatema contro la nuova applicazione “Pokémon Go“, dichiarando di aver intenzione di procedere con un’azione legale nei confronti del famoso videogioco: “Ho chiesto a due miei amici avvocati, Corrado Valvo del foro di Siracusa e Marcello Bombardiere del foro di Crotone, di pensare la fattispecie della denuncia.C’è in campo la sicurezza sociale degli uomini e delle donne della terra da preservare”.

Anche la psicoterapeuta direttrice dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, Margherita Spagnuolo Lobb, condivide l’allarme lanciato dal vescovo di Noto, spiegando che “il pericolo dell’applicazione Pokemon Go è dato dall’abbandono dei confini della realtà per vivere una realtà parallela. L’effetto è ancor più sfacciato di quello di una sbornia, potremmo paragonarlo a un’allucinazione, in cui la persona interagisce con un contesto reale basandosi su una realtà non condivisa”.

La dottoressa arriva a paragonare il videogame all’LSD utilizzato negli anni ’70: “L’uso di questo allucinogeno era sostenuto dall’idea umanistica di sviluppare il potenziale umano. La grande differenza è che allora l’esperienza allucinatoria, pur essendo personale e soggettiva, veniva vissuta in gruppo, ed era una pratica ristretta a questa realtà”.

Redazione
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