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Cremona: l’ordinanza slot non tutela i cittadini

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Era evidente che prima o poi la Federazione Italiana Tabaccai prendesse una posizione ferma e risoluta nei confronti delle varie ordinanze emesse nei confronti del gioco d’azzardo pubblico e dei casino online italiani autorizzati e, particolarmente, per quello che si riferisce alla restrizione degli orari di funzionamento delle apparecchiature da intrattenimento. Ogni città dice la sua, in nome ed a salvaguardia del proprio territorio, ma sta di fatto che questo atteggiamento sta rendendo la vita delle attività ludiche assolutamente non più gestibile, arrecando tantissimi danni economici agli operatori del gioco ed, oltretutto, non ottenendo risultati positivi nei confronti dell’abuso del gioco.

In queste righe, si vuole riferire dell’ordinanza del Sindaco di Cremona con la quale si restringono le ore di attività delle “famigerate macchinette” a sole otto ore giornaliere. La Federazione ritiene questo un provvedimento “ingiusto e sbagliato” per ben due motivi: il primo perché assolutamente questo intervento non tutela la salute dei cittadini nei confronti della prevenzione del fenomeno del gioco compulsivo, perché questo avrebbe bisogno di strategie mirate e consapevoli che abbiano una sorta di uniformità a livello del territorio e che non siano diverse da Regione a Regione.

Ed il secondo perché questa ordinanza restrittiva dell’orario di accensione è certamente lesiva nei confronti degli esercizi, come le tabaccherie, che osservano orari di apertura nettamente ridotti rispetto a quelli delle sale da gioco. Solitamente, le tabaccherie chiudono verso le ore 19 od alle 20: questo significa che nel pomeriggio si potrà accedere agli apparecchi da intrattenimento solo una o due ore al massimo… ed è assai poco per “riempire il cassetto degli esercenti”.
Indubbiamente, la tutela della salute pubblica è un argomento estremamente importante che si dovrà affrontare, ma non con questo approccio che può risultare superficiale ed anche assai approssimato. Gli strumenti che le Regioni ed i Comuni stanno usando sino a questo momento, e che oltretutto si differiscono da territorio a territorio, si sono dimostrati inadeguati ed a volte addirittura controproducenti.

Per esempio, bisogna sempre ricordare il pessimo risultato ottenuto nella zona di Bolzano dove la guerra al gioco ed ai casino online legali si è dimostrata un vero e proprio boomerang: infatti, proprio in questo periodo là vi è stata una vasta operazione della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro nella provincia di una cinquantina di apparecchi illegali ed alla denuncia di una ventina di individui con comportamento illecito.
Aumento di gioco illecito, quindi, ed “indirizzamento” dei giocatori verso il segmento online che sicuramente è assai “più pericoloso” rispetto alla rete fisica, relativamente alla nascita di fenomenti di gioco problematico. Onestamente, i tabaccai hanno denunciato da tempo questa situazione… ma sono stati assai poco ascoltati: chi perde in questa situazione restrittiva ad oltranza sono proprio i cittadini che da queste “emanazioni” non sono per nulla tutelati ed anche le piccole imprese a conduzione familiare. Più volte il comparto dei tabaccai ha sottolineato che quello che necessita è maggiore collaborazione tra chi vende il gioco lecito, le Regioni ed i Comuni. Solo così le situazioni si potranno vedere da ogni punto di vista e non solo da quello delle Autorità Comunali.

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