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Fitness tracker inaffidabili, USA indice class action

I famosi “fitness tracker“, i bracciali in grado di misurare i diversi parametri legati allo sforzo fisico, come il numero di passi o le pulsazioni stanno perdendo la loro credibilità.

Secondo quanto spiegato dal New York Times, i primi sospetti sono nati da una ricerca del California State Polytechnic University che ha coinvolto  43 sportivi, i quali hanno indossato gli accessori durante i loro allenamenti. Sono emersi scostamenti fino a 20 battiti al minuto nella misurazione delle pulsazioni rispetto a strumenti professionali.

Il risultato dello studio non ancora revisionato da esperti indipendenti, ha scatenato una class action contro la compagnia californiana FitBit che produce i braccialetti.

Lo studio è stato contestato da FitBit, che ha dichiarato: “Ci difendiamo strenuamente contro queste affermazioni – spiega la compagnia californiana – resisteremo ad ogni tentativo di far leva su tattiche che confondono i consumatori o false affermazioni di evidenze scientifiche”.

Ma lo studio del California State Polytechnic University non è l’unico a mettere sotto accusa i famosi bracciali, un’altra ricerca presso l’Università del North Carolina ha dimostrato l’inattendibilità delle rilevazioni durante l’attività fisica più intensa di ben 22 studi sui prodotti FitBit e Jawbone. Non resta che attendere il verdetto dei giudici statunitensi per sapere chi delle due parti avrà ragione.

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