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Il governo italiano spinge per l’auto elettrica

Il 2015 dovrebbe vedere un forte impulso alla diffusione delle auto elettriche in Italia. Se attualmente ce ne sono appena 5mila in circolazione sulle strade italiane, entro l’anno dovrebbe partire il progetto teso a diffondere le colonnine per la ricarica lungo le strade della penisola. in particolare lungo la rete autostradale e nelle città.

auto elettrica

 

Un progetto che è teso in particolare ad incentivare la mobilità urbana sostenibile fortemente voluto  dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, il quale ne ha parlato in occasione dell’inaugurazione della prima colonnina per la ricarica superveloce in grado di servire tre veicoli contemporaneamente, che è stata recentemente installata dall’Enel nella stazione di servizio Eni sita sulla Pontina, all’altezza di Pomezia.

Il primo passo del progetto prevede di partire con un numero di colonnine sufficienti per la copertura delle città metropolitane e della rete autostradale. Proprio in questo quadro già la prossima settimana è in programma un incontro con l’Aiscat e con le società energetiche, nel corso del quale Lupi chiederà alle concessionarie autostradali e al gruppo elettrico di presentare un piano credibile e, soprattutto, fattibile per il 2015.

Naturalmente, il piano in questione è teso a fare in modo che la diffusione delle colonnine dia finalmente un impulso decisivo a quella discesa dei prezzi delle auto elettriche che è alla base per la loro diffusione, un poco quello che è successo per i televisori al plasma, il cui prezzo è sceso sino a permetterne la diffusione più larga possibile. La dimensione dell’intervento previsto è stata delineata da Francesco Starace, amministratore delegato dell’Enel, secondo il quale un buon punto di partenza sarebbero 15mila colonnine da installare in capo a due anni.

Per ognuna di esse è previsto uno stanziamento che dovrebbe oscillare tra i 2mila e i 4mila euro. Mentre per dare vita ad un piano ambizioso, le colonnine dovrebbero arrivare ad almeno 100mila. Forse troppo ambizioso per un paese che è abituato ad arrivare tardi agli appuntamenti con la modernità.

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